| |
|
L'Altare dei Morti
 |
|
| L'altare dei Morti |
|
| |
 |
|
| Il particolare della tela |
|
| |
Nelle cappelle della prima campata della chiesa
ci sono due altari donati dai Regazzi. Quello dei Morti, ricco di
splendidi marmi di sfumate tonalità rosa e grigia, con un paliotto
che ha al centro un altorilievo in marmo bianco raffigurante la
morte con la clessidra, si distingue dagli altri per l'ancona a
lesene piatte che meglio inquadrano l'ottima tela nella quale il
Carloni ha dipinto "un Angelo che conduce al Cielo un'anima purgante",
come dice un documento dell'epoca. La cimasa, con due angeli a lato,
reca in latino un'iscrizione che si può tradurre così: "Questi marmi
da lui stesso dedicati ai Morti in eterno conserveranno la memoria
di Pietro Francesco Regazzi, benefattore generosissimo verso tutti.
Anno 1755". E da allora quell'altare nella Chiesa Nuova assolverà
alla funzione di conservare sempre vivo il culto dei Morti, che
nella Chiesa Vecchia era quasi un fatto spontaneo, dal momento che
essa era circondata da ogni lato dal cimitero nel quale era stata
sepolta tulla la gente vissuta a Malegno da quando il Cristianesimo
vi si era introdotto agli inizi dell'800. Al suffragio dei Morti
la Parrocchia devolverà ogni anno quanto sarà ricavato dall'asta
fatta sul sagrato per la vendita del granoturco in pannocchie, che
la mattina del 2 novembre veniva depositato dai fedeli che si recavano
alla solenne officiatura per i Defunti. E il suffragio si concretava
con quegli infiniti Uffici e Messe "di colletta" che si celebravano
in ore antelucane da novembre fin quasi a Pasqua nella gelida chiesa.
Celebrante, ragazzi che servivano all'altare e fedeli, si riscaldavano
col canto in latino del Salmi e delle "Lezioni" dal Libro di Giobbe:
dalle espressioni in quella lingua che riuscivano a comprendere
traevano quei sapienti ammonimenti che orientavano tutta la loro
vita.
Pagina a cura del Comune di Malegno
|
 |
|