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Uffici e documenti  
 



 






























 


La chiesa vecchia di Sant'Andrea

 
   

Affreschi e Altare

Partendo dall'inizio della parete sud abbiamo:
1) Una grande statua in legno (tronco di fico) rivestita di gesso e colorata, raffigurante san Gaetano probabilmente del secolo XVII, ma assai rovinata da ridipinture 7.
2) Tela ad olio raffigurante la Crocifissione con san Carlo e santa Caterina d' Alessandria (alt. cm 160 x largh. 130) è firmata Camillus Rama / F; opera discreta ma in cattivo stato di conservazione.
3) Madonna con Bambino e santi Rocco, Andrea, e Caterina da Siena, con soasa in legno adorna con colonne su cui si sviluppano tralci di vite. E' opera del secolo XVII attribuibile a N. Grisiani per confronto con la pala firmata di Villa d' Allegno e fino al 1960 era la pala collocata nell'abside sull'altare maggiore 8.
4) Segue la piccola porta con spalle lisce e due capitelli a foglie grasse molto semplici, con architrave pure liscio che reca inciso, al centro, uno scudo privo però di qualsiasi motivo decorativo. E' una porta del secolo XV, chiusa da battenti con riquadrature assai semplici, ma eleganti, del secolo XVII. Essa conduce nell'interno del campanile (forse il più antico, su cui poi è stato ricostruito quello del secolo XVI) 9.
5) Sopra la porta che conduce al campanile è stato collocato un affresco strappato nel 1960 dalla parete sud del presbiterio rappresentante san Giacomo, del tardo secolo XVI.
6) Copia seicentesca della vera immagine della miracolosa Vergine Maria di Lana in Germania: in realtà è una copia abbastanza fine dell'immagine della Beata Vergine dovuta a Lucas Cranach, conservata a Maria Hilf. Sulla parete sud del presbiterio, è un piccolo frammento, molto guasto, di affresco quattrocentesco con una colonnetta e resti di una figura. Segue la porta, assai semplice, in pietra che immette nella sagrestia (piccolo ambiente con volta a crociera); al di sopra è un ampio riquadro con la Natività della Vergine, del secolo XIV non privo di influenze giottesche. Segue la figura frammentaria di un Apostolo dello stesso stile ed epoca di quelli dell'abside. Esso è posto sulla spalla interna dell'arco trionfale della costruzione romanica.

Parete inferiore dell'abside con Cristo fra gli Apostoli sec XVL'abside semicircolare, presenta, in basso, una zoccolatura con riquadrature adorne di finta marmorizzazione con profili di teste, coppe di frutta, anfore, animali ecc. Sopra questa è una suggestiva teoria di apostoli in grandezza naturale, purtroppo acefali, tre dei quali oggi distrutti.
Per G. Panazza sono da attribuire ad un maestro del primo Quattrocento che ha subito l'influsso della culrura tardo gotica lombarda, in particolare di Giovannino De Grassi, di Michelino da Besozzo e di Andrea Bembo: di un periodo, quindi, scarsamente documentato in Valle per cui la loro parziale perdita è assai grave.

Sul lato nord, invece, sulla spalla interna dell'arco trionfale, è un frammento con le teste dei santi Pietro e Paolo, dell'inizio del secolo XIV (ma di gusto ancora romanico) a cui è stata sovrapposta una figura di Santo pellegrino (san Giacomo) della stessa fattura e tipologia di quelli dell'abside.
Segue tra l'abside e la porta laterale della vecchia chiesa un piccolo riquadro bordato di rosso con figura di Santo visto frontalmente che campisce su un fondo originariamente azzurro; indossa pelli sopra le quali c'è un mantello rosso soppannato di giallo; tiene nella destra un libro chiuso, ha barba e capelli neri e l'aureola leggermente rilevata.
E modesta opera della fine del secolo XIII principio del XIV.
Al di sopra di questo riquadro è un altro, frammentario, con la Flagellazione, dell'inizio del secolo XV. Viene poi la piccola porta laterale della chiesa romanica con l'architrave internamente intonacato su cui è scritto a colore rosso Carolus Bo.
Al di sopra dell'architrave sporge verso l'interno della chiesa (ma sempre sul verso della porta) una grossolana lastra in pietra con la faccia inferiore intonacata su cui è scritto con gli stessi colori e caratteri 1421.
A questa prima apertura, nell'ingrossamento della parete, avvenuto nel secolo XV, si è addossata un'altra apertura con arco ribassato, assai rozzo e le cui spalle dimostrano i riquadri identici a quelli della zoccolatura dell'abside.

Altare maggiore L'altare maggiore è quello primitivo in muratura con blocco monolitico in arenaria verde rimesso in luce nel 1960 dopo la demolizione di quello barocco.
Davanti all'altare è collocata una Pietà in legno, seicentesca e di buona fattura.
Nella volta del presbiterio un' occhio di forma ovale, contornato da stucco, contiene sant' Andrea in gloria, mentre un altro riquadro di forma mistilinea, pure con cornice in stucco, contiene il Padre Eterno. Si tratta di due modesti affreschi seicenteschi.
Nella parete di fondo della navata a nord del presbiterio era un grande riquadro affrescato del secolo XVI con ricca incorniciatura marmorea (lesena e architrave adorni con motivi a candelabra ecc.) contenente una Madonna in trono e san Giacomo. L'affresco venne in gran parte distrutto per l' apertura di una porta. Sulla parete nord nel 1960 sono stati scoperti da don Antonio Medici alcuni affreschi che hanno poi dato inizio ai lavori di restauro 10


Pietà in legno sec XVIIAppena usciti dal presbiterio troviamo sulla parete nord, in alto una lunetta affrescata con l' Assunzione della Vergine: modesto affresco della fine del Seicento; al di sotto è una nicchia nella muratura con affresco pure del secolo XVII raffigurante san Francesco che riceve le stigmate, di non grande valore, assegnabile a A.Morone di Lovere.
Per l'apertura di detta nicchia venne distrutto un riquadro affrescato che si collegava con quelli posti ad ovest, del 1487 -89 circa, riquadro di cui rimane qualche elemento sopra l'arco della nicchia.
Procedendo verso ovest abbiamo una serie di ex voto datati 1487 -89 raffiguranti una Madonna in trono con Bambino; una Madonna in trono racchiusa entro una mandorla con i colori dell'iride contornata da sei angeli e che rappresenta, secondo uno schema medioevale, la Madonna nell'Empireo; un Santo martire cavaliere, un Sant'Antonio abate e al di là del pulpito (del secolo XVII) la Madonna seduta ai piedi della croce che tiene sulla ginocchia Cristo morto.
Il Bonafini attribuisce questi affreschi a G.P. da Cemmo mentre alcuni di essi hanno invece rapporti con quelli di Santa Maria in Silvis di Pisogne e di San Giorgio di Zone attribuiti a Giovanni da Marone.
Seguono appese alle pareti due tele, raffiguranti una la Madonna del Rosario con san Domenico e santa Caterina dipinto ad olio da attribuire a N.Grisiani e la Pesca Miracolosa pure ad olio su tela della fine del secolo XVI o inizio secolo XVII.

NOTE

7 Veniva portata in processione per invocare la pioggia (cfr. U. Vaglia, "Usi, costumi e tradizioni" in "Storia di Brescia", 1964, III, p. 979).
8 Per A.S. Vielmi si tratta di una bella opera di autore ignoto del secolo XVII, la tela è in buono stato.
9 Nel vano del campanile è depositato oggi un tabernacolo in legno dipinto del secolo XVII, di fattura discreta (è forse il tabernacolo dell' antico altare maggiore ? ).

10 La messa in luce di questi affreschi nonché il restauro completo di quelli del presbiterio furono eseguiti a cura della Soprintendenza ai monumenti della lombardia e della Partocchia con il contributo della Comunità montana, ad opera di B.G. Simoni (1960).


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