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La chiesa vecchia di Sant'Andrea
L'Edificio
La facciata è a capanna, semplicissima con portale del secolo XVI in arenaria grigia di Sarnico con due lesene, decorate con incisioni a rombo, con capitelli adorni di ovuli e architrave con decorazione identica a quella delle lesene e l'incisione:
S. ANDREA ORA PRO NOBIS
Sopra la porta è una finestra a lunetta.
Nel lato sud, privo di interesse, è incorporato il campanile del 1576-1577, in pietra a vista, con cella adorna di quattro bifore con piccolo oculo, racchiuse entro un arco a pieno centro.
La cella è sormontata da quattro merli ghibellini, posti sugli angoli.
Il campanile costò 390 scudi di L.5 cadauno ed è opera del mastro Giovanni Baziotto fu Daniolo Zini di Ossimo; il concerto delle campane fu rifatto dal parroco don Giovanni Bentoglio (1924-1951).
Lato Nord
Più interessante si presenta il lato nord con portale architravato molto ampio in pietra simona nel cui architrave, sorretto da mensole a gruccia, sono incisi tre dischi dei quali il centrale lievemente incavato si adorna di una croce greca in aggetto, mentre i due laterali sono incisi con rosette.
Sulle spalle, all'altezza dei capitelli è la data 1420 1.
A est del portale è una nicchia rettangolare.
L'interesse maggiore, però, di questo fianco è dato dagli affreschi, purtroppo molto guasti e frammentari: dapprima è un grande san Cristoforo sotto cui si leggeva la data 1517; seguono due santi di scuola cemmesca e, in una lunetta, una Madonna col Bambino e Angeli, della seconda metà del secolo XV; seguono le scene della vita di san Simonino, in quattro riquadri, che possono dirsi prossimi alle storiette di san Lorenzo nella chiesa omonima di Berzo Inferiore.
Sotto tali scene si intravvedono appena due riquadri forse di scuola cemmesca, uno con santa Lucia e un santo martire, l'altro con la Vergine in trono e Gesù Bambino.
Al termine della navata c'è un altro grande riquadro raffigurante una stanza in prospettiva con soffitto in legno entro la quale stanno una Madonna con Bambino e due Santi, sempre di scuola cemmesca, ma molto guasto.
Cosi appena leggibile è un ultimo riquadro con Sant' Andrea che reca incisa la data 1514 2.
Abside
L'esterno di essa è solo parzialmente visibile entrando nel convento delle suore Canossiane 3 che vi è stato addossato, ma è ancora perfettamente leggibile e ricostruibile in tutti i suoi elementi. E già ricordata da G.Rosa (1874).
Presenta una bella muratura a conci di pietra grigia perfettamente squadrati e disposti a corsi orizzontali che si restringono man mano che salgono in altezza; è semicircolare e su una liscia zoccolatura si impostano le lesene che la dividono in tre scomparti, coronati da
archetti pensili a pieno centro su larghi peducci lievemente concavi 4; al di sopra è la cornice con ampia gola.
Nello scomparto centrale è ancora integra la monofora con il lato esterno della strombatura, liscio (l'interno è nascosto dagli affreschi) e con il concio terminale nel quale la ghiera è segnata da una incisione.
Nello scomparto laterale verso nord, parzialmente ancora intonacato, è conservata parte della monofora, mentre al momento attuale non possiamo sapere se lo scomparto sud aveva pure una finestrella.
L'abside è sicuramente della prima metà del secolo XII.
Interno 
All'interno della chiesa si accede per una ripida scalperché il piano è di due metri circa al di sotto del livello stradale 5.
L'interno è ad aula unica ed è dei primi decenni del secolo XVa rimaneggiata nel Seicento: si presenta ora diviso in quattro campate con volte a crociera fortemente abbassate e impostate su peducci in pietra modanati 6.
Il presbiterio, del secolo XVII, si presentava con due gradini in pietra di Sarnico grigia piuttosto distanziati e con le pareti di forma pentagonale; venne coperto da volta.
Nei recenti restauri, mentre si è conservata fino
all'altezza delle banchine delle finestre la forma seicentesca, inferiore mente si è messa in luce, ripristinandola nei limiti del possibile, l'ampia abside semicircolare della chiesa del secolo XII, di cui rimane tutta la metà inferiore con la relativa lesena di ingresso in pietra a vista e un tratto delle pareti dell'originario presbiterio.
Di questa abside romanica è andata, invece, totalmente distrutta la calotta.
NOTE
1 14,è sulla spalla sinistra, mentre su quella di destra leggiamo 20. E stata letta correttamente dal Canevali, mentre il Rosa l'aveva individuata con 1415 e il Bonafini col 1426.
2 Il san Cristoforo, la Madonna con Bambino e frammenti di medaglie con soggetti sacri assai deperiti e attribuiti a Pietro Giovanni da Cemmo erano gli unici visibili al tempo del Canevali (1912); M. L. Ferrari (1956) li attribuisce in forma dubitativa al "Maestro di Bienno" mentre il Bonafini dà, sia pure in modo ipotetico, la Madonna della lunetta al Paroto, quelli con la vita di san Simonino e gli altri frammenti a G.P. Da Cemmo e san Cristoforo, invece, ad età più tarda.
3 Si tratta dell'antica casa Vertua lasciata dalla signora Marianna alle madri Canossiane nel 1878 oggi completamente alterata (cfr. Madre Miriam, anima eletta di Malegno -Marianna Vertua, in Nel secondo centenario della chiesa parrocchiale di Malegno. Breno, 1960, p. 36).
G. Rosa (1874, 1875 e 1881) ricorda l'esterno di "forme lombarde".
4 Gli archetti sono ricavati ad incavo nei conci di forma rettangolare.
5 A seguito della disastrosa alluvione del 1757, i due lati sud e ovest della chiesa rimasero seminterrati; la scala fino al 1922 era esterna alla facciata con due rampe contrapposte; ma per l'allargamento della strada che conduce a Borno fu trasportata all'interno.
6 La navata misura metri 21x9 e il presbiterio metri 5,50x5.
Pagina a cura del Comune di Malegno
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