Vittorio Domenighini
Nato a Malegno il 05/11/1921, ha 19 anni quando l'Italia mussoliniana dichiara guerra alla Francia e all'Inghilterra. Sfuggito ai reclutamenti forzati del dopo 8 settembre 1943 appoggia la formazione dei gruppi di sbandati e di renitenti sulle montagne del massiccio della Concarena e aderisce alle Fiamme Verdi. Ben inserito nella realtà malegnese, organizza con Alfredo Argilla ed altri la base radioricetrasmittente di via Sergola (all'epoca Via S. Gaetano), dove viene catturato insieme al predetto il 15 ottobre 1944. E' deportato nel campo di sterminio di Gusen dove muore nel maggio del 1945 per sfinimento e per le sevizie subite.
Anche Vittorio Domenighini, come Angelo Argilla (fratelli da parte materna, secondo alcune fonti), costituisce una figura di giovane patriota animato dai valori di libertà e democrazia che caratterizzarono componenti significative della gioventù camuna dell'epoca, istruita e non, disillusa da vent'anni di ipocrisia e di esaltazione bellicista e razzista del regime fascista.
Anche Vittorio Domenighini pagò con la vita e con un destino atroce la sua scelta di libertà ed è per questo che l'Amministrazione comunale di Malegno è onorata di proporlo alle giovani generazioni non certo come esempio da imitare ma come personaggio da ricordare, dedicandogli la Palestra comunale insieme ad Angelo Argilla
Pagina a cura del Comune di Malegno



