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Il Mosaico - Anno 2021 - n. 1

Periodico di solidarietà, spiritualità e cultura a cura dell’Amministrazione Comunale di Malegno (BS) -

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Messaggio iniziale

Credo che abbiamo vissuto due anni intensi. Anni che i nostri ragazzi studieranno nei libri di scuola e che i nostri nonni racconteranno come noi abbiamo sentito raccontare quelli della Guerra e del Dopoguerra, con mille particolari pieni di pathos. Credo siano stati due anni in cui abbiamo provato tutte le emozioni che può vivere una comunità: la paura nei confronti di un nemico subdolo che ci ha allontanato dai nostri affetti (in alcuni casi, dolorosamente, per sempre), la speranza verso il futuro, la sensazione che uniti si sarebbe diventati migliori, la frustrazione. E poi la rabbia, palpabile e concreta, durante questi mesi invernali. Le crisi, se non ci facciamo travolgere dalla rabbia ma le viviamo come possibilità di crescita, ci obbligano a tornare all'essenza di noi stessi. A capire chi siamo e qual è il senso che ci tiene assieme, come comunità. Franco Arminio, che ha scritto la bellissima poesia che trovate sotto ed è un po' il mio regalo di Natale alla più bella comunità che conosco (la nostra!), ci ricorda che noi siamo contadini, figli di una civiltà contadina. Nel nostro Dna, scritto da secoli di fatiche e schiene piegate al sole e al vento, c'è l'idea che ogni inverno avrà la sua primavera, la fiducia che se si semina si raccoglierà, l'attenzione alle piccole cose che fanno il mondo, la necessità di fare tante piccole cose concrete e necessarie. Ecco, in questa crisi, intensa e paradossale, abbiamo provato a fare i contadini, come i nostri nonni. Tenendo sentiti i nostri anziani, standogli vicino, costruendo occasioni di futuro per i nostri bambini e per i nostri ragazzi. Ma soprattutto seminando molto: abbiamo scritto in due anni quasi 50 progetti a Regione, Fondazioni private, Governo. Sono arrivati a Malegno più di due milioni di euro di contributi, di cui si vedranno i frutti anche nei prossimi anni. E, vi assicuro, per un'amministrazione che non ha Santi in Paradiso, sono tutti guadagnati uno ad uno, come i contadini, con il sudore della propria fronte. tempo di primavera, di rinascita. Abbiamo urgenza di tornare a fare festa, incontrarsi, abbracciarci in piazza e in strada. Di festeggiare la primavera che ritorna. Di gioire per avere sconfitto, assieme, questo inverno subdolo e doloroso. Per poterlo fare, ci serve gente che lascia da parte la rabbia e lavora, con fatica e la schiena piegata al sole, per costruire comunità. Dopotutto, lo sappiamo fare. Ce l'abbiamo scritto nel Dna. Siamo una comunità contadina. 


 "Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, gente che sa fare il pane, che ama gli alberi e riconosce il vento. Più che l'anno della crescita, ci vorrebbe l'anno dell'attenzione. Attenzione a chi cade, al sole che nasce e che muore, ai ragazzi che crescono, attenzione anche a un semplice lampione, a un muro scrostato. Oggi essere rivoluzionari significa togliere più che aggiungere, rallentare più che accelerare, significa dare valore al silenzio, alla luce, alla fragilità, alla dolcezza. " Franco Arminio

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Ultimo aggiornamento
31 December 2021