Malegno e la sua Storia dal 1500 al 1850

Si tratta di documentazione di grande interesse, prodotta in origine dalle amministrazioni pubbliche con lo scopo di riorganizzare il sistema fiscale relativo ai beni immobili, ma che, grazie alle capillari rilevazioni e registrazioni che vennero effettuate, consente al moderno ricercatore di disporre di insostituibili rappresentazioni e dati territoriali.

Recuperati preziosi estimi antichi e i catasti napoleonico e austriaco

L'amministrazione comunale di Malegno nell'anno 2007 ha commissionato alla società Archimedia scrl di Bergamo la realizzazione di un sistema informativo che si basa sulla riproduzione e l'elaborazione dei documenti tratti dal Catasto Lombardo-Veneto, che entrò in vigore nel 1853 per i territori austriaci.

I dati interessano l'intero territorio del comune e sono affiancati da una cartografia che, per gran parte del territorio ex-Veneto, costituisce, insieme a quella prodotta poco prima dall'amministrazione napoleonica, la più antica rappresentazione completa del territorio.

La banca dati costituisce un importante strumento a supporto dello studio dell'abitato storico e del territorio di Malegno. E’ utilizzabile in diversi campi di applicazione:

  • interpretazione di documentazione storica più antica: la documentazione catastale rispecchia una situazione in genere creatasi nel corso dei secoli con modifiche di volta in volta di entità relativamente contenuta, e quindi il poter ricostruire l’assetto del territorio alla prima metà del XIX secolo costituisce uno strumento fondamentale per dare un riferimento spaziale alla documentazione più antica, in cui edifici e terreni venivano localizzati esclusivamente in base alla denominazione della località e alla descrizione dei beni confinanti.

  • Mappa toponomastica del territorio: la possibilità di documentare tutto il territorio di un comune con le informazioni geografiche relative alla toponomastica costituisce un fondamentale supporto ai lavori di ricerca, basati in genere su fonti orali o su altre fonti storiche. Il lavoro svolto dai periti del catasto, in questo caso, si basava su vere e proprie interviste effettuate a persone del posto pratiche dei luoghi, che comunicavano di volta in volta i nomi tradizionali delle località.

  • Storia sociale: grazie alla registrazione dei possessori, è possibile ricostruire le distribuzioni della proprietà alla metà dell'Ottocento; grazie alle banche dati realizzate per altri comuni e al sistema informativo in progetto per tutta la Valle Camonica, sarà possibile in un prossimo futuro ottenere mappe di diffusione dei gruppi famigliari su tutto il territorio della Valle.

  • Storia economica: fra le informazioni è possibile ottenere descrizioni, coltura per coltura dei modi di conduzione dei fondi agricoli, dei boschi, dei pascoli, con registrazione di prezzi di prodotti e, talvolta, esemplificazioni basate sulle contabilità di aziende campione.

  • Paesaggio: le mappe tematiche che è possibile realizzare tramite le funzioni del sistema contribuiscono a delineare l'aspetto dell'ambiente vallivo, con l'estensione dei boschi, degli alpeggi e degli altri elementi dell'antropizzazione.

  • Supporto alla pianificazione territoriale: le informazioni relative agli abitati e al territorio risultano interessanti per i soggetti coinvolti nella gestione del territorio, contribuendo alla creazione di un quadro di evoluzione storica di tali aspetti.

  • Didattica per le scuole: la natura stessa della documentazione, basata sulla particella catastale, consente l'utilizzo delle informazioni per la costruzione di laboratori per le scuole, a partire da quelle di primo grado, in cui molti aspetti dello studio del territorio trovano una base storica e cartografica; in Valle Camonica è in corso in numerosi istituti scolastici un progetto di recupero e mappatura della toponomastica storica, basato anche sulle fonti catastali storiche.

  • Recupero di percorsi: il dettaglio della cartografia del catasto Lombardo Veneto consente, insieme ai dati contenuti nei registri, di delineare il quadro delle vie di comunicazione, recuperando anche le denominazioni in uso all'epoca. Ciò consente di preparare materiale utile alla individuazione e al recupero di vecchie vie, oppure di documentare meglio quelle tuttora in uso.

In seguito su segnalazione dei due ricercatori, Alberto Bianchi e Riccio Vangelisti, che per conto di Archimedia avevano realizzato il sistema informativo; l'amministrazione malegnese incaricava gli stessi di recuperare e di rendere utilizzabile su supporto informatico alcuni importanti documenti riguardanti la storia di Malegno:

Estimi veneti dell'anno 1592, 1654, 1741, mappa napoleonica, presso l'Archivio di Stato di Brescia.

Sommarione del catasto napoleonico, presso l'archivio di Stato di Milano.

Si tratta di tre manoscritti, un registro e una mappa che contengono una “miniera” di dati che grazie allo strumento informativo già in possesso dell'amministrazione di Malegno, troveranno un riferimento spaziale che consentirà uno studio scientifico per ricostruire l'assetto del territorio del comune dalla fine del 1500 fino alla prima metà del 1800.

Ma non solo, in quanto una prima veloce lettura dell'estimo del 1654, ha permesso per esempio di individuare un foglio che elenca le feste devozionali della comunità di Malegno e alcune usanze che si praticavano in queste date.

In particolare il 25 maggio, San Urbano la comunità di Malegno “ex antiquissima tradictione” dispensava ai poveri e ai pastori vino, pane, olio e formaggio provenienti “ex livello Hospitalis”. Mentre il 10 settembre San Nicola Tolentino, gli abitanti di Malegno a seguito di un ex voto risalente all'anno 1630 “tempore pestis” andavano in processione per tutto il territorio del comune. 

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Ultimo aggiornamento
14 settembre 2022