Il Mosaico - Anno 2020 Estate

Data:

10 July 2020

Notiziario a cura dell'Amministrazione Comunale di Malegno per l'anno 2020

Essere capaci di voler bene agli altri

“Ciao, sono Paolo e sono un sindaco felice”. Qualche settimana fa ho iniziato cosi un collegamento con 120 sindaci di tutt’Italia, appartenenti alla rete dell’Associazione Comuni Virtuosi, per raccontarci strategie e modalità di risposta all’emergenza Covid-19. Non fraintendetemi: quello che è successo è stato terribile. Abbiamo visto morire persone a noi care senza neppure star loro vicino o salutarle, abbiamo vissuto giorni di sofferenza in tante famiglie, passato lunghe settimane in isolamento pensando a come stavano i nostri nonni, i nipoti, le persone a noi care. È stata un’esperienza veramente triste e ci vorranno mesi per rielaborarla in profondità. Ma, provando a vedere il bicchiere mezzo pieno, sono felice perché questa emergenza ha fatto emergere la vera essenza della nostra comunità di Malegno: essere capaci di voler bene agli altri. Abbiamo visto tutti gesti di solidarietà piccoli e grandi, fatti di cuore e con la voglia di essere d’aiuto. La nostra Protezione Civile che ha risposto con professionalità e passione a tutti i bisogni che emergevano dai cittadini; le 2000 mascherine di comunità autoprodotte dalle nostre super-donne con il materiale regalato e distribuite dai volontari del servizio civile e della Prot. civile; l’Avam che ha erogato i pasti a domicilio; il supporto psicologico gratuito; i quasi 11.000 di conto corrente solidale grazie al quale abbiamo erogato buoni spesa, bonus utenze, affitto e bonus bimbi; la raccolta “Perdopo” per i nostri commercianti; molte mascherine donate da tante persone; le associazioni sempre sul pezzo; amministratori, dipendenti e volontari del Comune sempre pronti a rispondere alle necessità. Altri aiuti sono stati fatti chiedendo di non essere raccontati; molte persone hanno chiamato per rendersi disponibili come volontari (avevamo addirittura più volontari rispetto ai bisogni!); le telefonate ed i messaggi di sostegno ai volontari non si contano (e non sapete quanto facevano bene. A volte mi venivano i lacrimoni). Dimentico di sicuro qualcuno, perché tantissimi cittadini si sono dati da fare perché nessuno, a Malegno, restasse solo o senza aiuto. Ci siamo posti l’obiettivo di curare fin da subito, assieme alla salute fisica, anche la salute morale e psicologica delle persone, percependo che la cosa sarebbe durata a lungo. Abbiamo strutturato, ed è una delle cose di cui sono più felice, una piattaforma di comunità (“MalegnoComunità”), che ha fatto incontrare virtualmente le persone (preghiera con il Parroco, mindfulness, corsi di yoga, fitness, ginnastica di contenimento, video storici, momenti per bambini e adolescenti… circa 300 accessi giornalieri). Vanno ringraziati con il cuore Simone, Dario, Elisa, Sandra e Alessia, che hanno sostenuto questa idea con la potenza creativa dei giovani, coinvolgendo molti altri volontari. Concedetemi un ringraziamento grosso ai nostri bambini e soprattutto ai nostri ragazzi e giovani. Nel momento della vita in cui è urgente incontrare gli amici, fare gruppo, divertirsi, hanno atteso con pazienza e senza polemiche o casini, la fine dell’emergenza. In tanti casi dandosi da fare per dare una mano. Ci saranno tante cose da fare, nei prossimi mesi. Ripartire economicamente, curare ferite psicologiche, rispondere ai bisogni urgenti del territorio, prepararsi perché gli errori fatti durante questa emergenza non si commettano più. Rivedere alcuni aspetti delle politiche sanitarie, sociali che proprio non hanno funzionato. Ma siamo consapevoli di poterlo fare grazie ad una comunità che ha dimostrato di essere forte, unità e solidale nel momento del bisogno. Vi ringrazio e vi abbraccio (anche se non si può ancora), Paolo

Le mascherine «fai da te» per la comunità

Metà marzo 2020. Il rischio di contagio da Covid-19 iniziava a preoccupare e reperire le mascherine era un’impresa ancora complicata, su tutto il territorio. Per questo, l’Amministrazione comunale di Malegno aveva deciso di lanciarsi in un’avventura singolare: autoprodurre mascherine in stoffa, «arruolando» le sarte volontarie del paese. Un’iniziativa «fai da te» che ha riscosso un successo sorprendente. L’appello dell’Amministrazione è stato inizialmente raccolto da tre sarte. Il tamtam diffuso sui social ed il passaparola hanno fatto il resto: in pochi giorni, le donne impegnate nella realizzazione di mascherine erano più di venti! Le richieste di contribuire, offrendo il proprio tempo ed il proprio impegno, sono arrivate anche da donne di paesi vicini. Un’adesione straordinaria che ha riscaldato il cuore e dato forza in momenti così incerti e drammatici. In pochi giorni, le nostre operose donne hanno complessivamente prodotto, ognuna nel proprio domicilio, più di duemila mascherine, misurando e tagliando qualcosa come 70 metri quadrati di tessuto (sufficienti a ricoprire il pavimento dell’intera biblioteca comunale!!!) … ed applicando in totale più di 600 metri di elastico, cioè la distanza che separa il municipio di Malegno dal Museo le Fudine e ritorno!!! I preziosissimi minuti complessivamente donati a beneficio della comunità sono stati almeno 30.000, cioè l’equivalente di più di due mesi di lavoro (domeniche e festivi compresi), svolto in poche settimane! Ovviamente, le mascherine confezionate dalle nostre operose sarte non sono omologate, né sono presidi sanitari; tuttavia costituiscono, in mancanza di dispositivi più idonei, un utile strumento di contrasto al diffondersi dell’epidemia da coronavirus. Tutti i materiali necessari al confezionamento sono stati forniti da aziende e da privati, in modo totalmente gratuito; le mascherine sono state, poi, distribuite casa per casa dai volontari della Protezione civile comunale e dagli instancabili e pazienti ragazzi del servizio civile. Con questa iniziativa spontanea, molti cittadini sono riusciti a dare un valore all’isolamento forzato, dimostrando un grande senso civico e di appartenenza: segni tangibili che dimostrano quanto, di fronte alle reali necessità, non siamo poi così individualisti. Un giorno, speriamo al più presto, ringrazieremo personalmente e a nome dell’intera comunità, coloro che hanno offerto il proprio aiuto disinteressato per il bene di tutti. Perché sono anche queste testimonianze a rendere l’Amministrazione comunale orgogliosa e fiera di appartenere ad una comunità tanto forte e di cuore! 

Elisa Capitanio

Perdopo: un aiuto per i nostri commercianti

Come dare una mano ai nostri commercianti in difficoltà? Da questa domanda, che ha cominciato a frullarci in testa dopo poco dall’inizio della fase di lockdown iniziata l’11 marzo 2020, è nata l’iniziativa PerDopo. Bisogna ammettere che non è stata tutta farina del nostro sacco: fortunatamente in nostro aiuto è venuta l’idea del comune di Biccari (Fg), facente parte, così come Malegno, dell’Associazione Comuni Virtuosi. Tra le tante cose belle di far parte di questa rete, c’è sicuramente la possibilità di condivisione di buone idee. Così, grazie alla collaborazione con il Centro Commerciale Naturale di Malegno, il progetto ha preso piede: chi lo desiderava ha potuto acquistare subito uno o più buoni spesa da 10, 20 o 50 euro da spendere presso uno degli esercizi aderenti ad emergenza finita. Con l’iniziativa sono stati raccolti sull’Iban del Centro Commerciale Naturale 1.550 euro, che l’associazione ha prontamente girato agli esercenti, provvedendo in seguito a consegnare i buoni spesa agli acquirenti. Oltre che un sostegno economico, si è trattato anche di un gesto di vicinanza morale, e speriamo che l’obbiettivo sia stato raggiunto. Ci teniamo a ringraziare tutti quelli che hanno aderito e chi ha partecipato alla realizzazione del simpatico video promozionale, con particolare menzione per Lorenzo Trombini (voce) e Patrick Montani (montaggio) che hanno prestato la loro opera gratuitamente! 

Marco Sigala

Centro operativo comunale: un servizio fondamentale

La Protezione Civile di Malegno ha reso un grande servizio per la tutta la comunità durante le fasi emergenziali dovute al noto COVID19. Attivando il Centro Operativo Comunale, in stretta collaborazione con l’Amministrazione, da subito l’associazione si è impegnata per garantire una risposta a tutti i bisogni di cui la popolazione necessitava. Consegne dei farmaci, mascherine e prodotti alimentari permettendo ai soggetti maggiormente a rischio di poter star comodamente a casa. Il servizio si estendeva con il ritiro dei farmaci speciali presso la farmacia ospedaliera e del ritiro e consegna del vestiario all’ospedale di Esine a favore dei ricoverati. Il tutto con la massima professionalità, garantendo la propria ed altrui incolumità, con l’utilizzo di mascherine, guanti e sanificazione dei mezzi prima e dopo le uscite. Fondamentale la stretta collaborazione con le farmacie, i medici di base di Malegno e Cividate ed i commercianti. Giornate ricche di chiamate tra i referenti comunali e del gruppo per rendere i tempi di risposta rapidi ma con attenzione discreta ai bisogni della popolazione. Sulla totalità dei 62 giorni di operatività, la Protezione Civile ha impiegato 17 dei suoi volontari. Particolare attenzione è stata sulla scelta dei suoi iscritti impiegati, evitando di esporre ad eventuale contagio i soggetti over 65 o che svolgevano attività lavorative indifferibili. L’emergenza Corona Virus è stata una novità (poco gradita) per tutti, anche per la Protezione Civile, ma non si è fatta cogliere impreparata ed ha saputo organizzarsi al meglio, mettendo in evidenza l’importanza dell’associazione all’interno della comunità. I volontari hanno donato il loro tempo, consentendo ai cittadini di trascorrere la quarantena in maggiore sicurezza. Ed è ancor più bello vedere quanti giovani si sono resi disponibili per il loro paese. Ed i cittadini malegnesi hanno accolto con piacere questi servizi e non sono tardati i numerosi incoraggiamenti e ringraziamenti per l’impegno dimostrato. Un semplice grazie a questo bel gruppo che ha saputo affrontare in maniera seria la loro attività di volontariato, nel rispetto dei ruoli e delle regole. 

Simone Feriti

Un servizio civile non lineare

Forse qualcuno di voi li avrà conosciuti, incontrati, ringraziati: sono i nostri ragazzi del servizio civile che, in questo periodo di emergenza, non si sono tirati indietro e si sono resi disponibili per le più svariate attività, dalla consegna della spesa a domicilio, alla distribuzione delle mascherine, ai laboratori creativi e ambientali organizzati attraverso la piattaforma digitale di “Malegno comunità che educa”. Sono stati tanto preziosi quanto coraggiosi questi ragazzi e, in questo periodo, ce lo hanno dimostrato. Li ringraziamo uno ad uno senza dimenticare nessuno, anche coloro ai quali è stata chiesta la pazienza di attendere che riprendessero le attività in cui erano precedentemente impegnati. Alcuni di loro, infatti, con la chiusura dei servizi educativi in particolar modo, hanno dovuto necessariamente usufruire dei permessi Covid fino a metà aprile. Dopo di che hanno dovuto rivedere il proprio progetto, fare aggiustamenti e modifiche affinché non venisse sospeso. Adattarsi alle richieste e alle necessità dell’Amministrazione e dell’Ente presso cui svolgevano servizio è stato per loro tanto obbligato quanto compreso ma hanno dato prova di una buona dose di flessibilità e tolleranza. Far fronte all’imprevisto garantendo una continuità del servizio civile ci è sembrato doveroso come Amministrazione, a fronte di una costante e sincera collaborazione con ciascun ragazzo. In vista dell’estate, avranno alcune ore da recuperare, ma le attività saranno tante e la loro presenza ed il loro supporto saranno ancora più preziosi nella misura in cui, stante le linee guida governative, potranno essere soltanto maggiorenni opportunamente formati a gestire i gruppetti delle attività educative. Un anno di servizio civile certo non lineare come sperato forse, ma sicuramente che preparerà ciascuno di loro al mondo dell’ignoto che la vita ti pone davanti. 

Elisa Martinazzi

Estate in comunitá

Il vero problema che assilla un po’ tutti, sia prima di farle che dopo, sono le ferie! Ferie che quest’anno saranno “diverse”, considerato il condizionamento del tutto nuovo e inusuale con cui tutti abbiamo dovuto imparare a convivere con il trascorrere dei giorni ormai da mesi e che ancora dovremo accettare seppur l’andamento sembra andare per il meglio. Nelle persone, il modo di tornare alla normalità è ancora un po’ lontano, perché la paura che possa ricominciare rimane latente un po’ in tutti noi e pensare al modo classico di fare le ferie è da accantonare. La paura dell’aereo, delle navi, le distanze nei musei, alberghi, ristoranti, le spiagge blindate, i 2/4 metri imposti tra le varie persone, fanno pensare… le ferie? Dove vado a fare le ferie? Ma come andrò in ferie?! Sarà un’estate diversa, almeno fino a quando gli “argomenti” attuali non si allenteranno; sarà un’estate in comunità: si rimarrà più ancorati alle vicinanze, sia come senso di appartenenza che come tranquillità in tutti i sensi. La Valle Camonica, prima valle al mondo per la biodiversità della sua vegetazione e per il patrimonio storico dei suoi graffiti, offre da sempre montagne, malghe, valli interne, laghi, baite, percorsi ecosostenibili all’interno delle aree naturali protette e sentieri che circondano anche la nostra comunità. Ecco i sentieri… Perché non decidere di passare qualche giornata al fresco dei boschi e nei prati attraversati dai nostri sentieri? Negli ultimi anni, grazie all’impegno di volontari, sono stati resi passeggiabili diversi itinerari su entrambi i lati del torrente Lanico, rivalorizzato posti incantevoli, ripulito vecchi castagneti e luoghi da dove ammirare panorami incantevoli. Dopo tanto girovagare per il mondo, la possibilità a costo zero di rimanere all’interno della nostra valle può essere l’occasione concreta e formidabile allo stesso tempo di camminate, grigliate, pic-nic al sole e all’ombra. Percorsi in bicicletta o con le racchette, rigeneranti pisolini godendo della frescura di antichi castagni, a contatto intimo con la nostra biodiversità, raccontando e ascoltando, perché no, “le bote” dei vecchi e la realtà dei nuovi. Con amici, parenti, nipoti, nonni, figli e nuovi conoscenti di percorso… Sarà così, un’estate “buona e nuova” con meno assillo di dover condizionare ulteriormente la vita dei più piccoli che già hanno e stanno vivendo pesantemente questo momento. Che dite? E’ un modo di fare ancora di più comunità e questo è il bello dell’avventura delle nostre vicinanze. Joe Montanelli

Molto dovrà cambiare

“Andrà tutto bene”. “Tutto tornerà come prima”. Queste due frasi speranzose, non sono entrambe auspicabili. Se, infatti, come ognuno di noi si augura, tutto andrà bene, va da sé che molto dovrà cambiare. E’ oramai evidente che il sistema economico, energivoro, socioculturale in cui noi tutti viviamo, mostra limiti e contraddizioni nella crescente frattura dei delicati equilibri biologici che hanno permesso alla nostra specie di prosperare. Dunque, per poter garantire e garantirci un pianeta più sano, vivibile e giusto, dobbiamo progettare insieme nuove pratiche e nuove politiche che ci permettano di invertire la rotta. A tal proposito, la neonata commissione ambiente del nostro comune, sta elaborando vari progetti e vuole metterli a conoscenza di tutti i cittadini malegnesi e magari, grazie a costoro tramite passaparola, divulgarli anche all’esterno della comunità, in modo tale che ognuno possa adottare buone pratiche quotidiane. Tutto ciò con la consapevolezza che se un comportamento virtuoso adottato da un singolo individuo equivale ad un impercettibile soffio sulla vela di una grande nave, la stessa azione perpetrata da un numero sempre maggiore di persone, può dare avvio ad un benevolo vento di maestrale che gonfiando l’ampia vela permette il cambio di direzione alla pesante imbarcazione. Come prima iniziativa è stato organizzato un incontro, purtroppo, a causa della pandemia in corso, solo per via virtuale sulla piattaforma “Meet”, con Valentina del negozio “Pianeta locale” di Breno, la quale ha illustrato svariate possibilità di utilizzare alcuni prodotti lavabili sostitutivi al monouso quali pannolini e pannoloni, dischetti struccanti ecologici, coppette mestruali, borse per la spesa. “Quando spariranno le api all’umanità resteranno quattro anni di vita”. Avendo in mente la famosa predizione di Albert Einstein e ben consapevoli del drastico calo demografico che sta da qualche anno colpendo questi indispensabili insetti, stiamo pensando di piantare in vari luoghi del paese e sui balconi di case, fiori che concorrono a dar loro nutrimento; alla costruzione di un apiario di comunità e progetti educativi al riguardo che coinvolgano bambini e ragazzi delle scolaresche. Verranno organizzate giornate di pulizia del paese, strade e sentieri, nonché iniziative per pubblicizzare la sana, economica, ecologica e ottima acqua del rubinetto. Chiederemo ai frequentatori di boschi e sentieri di portar con se, durante le proprie escursioni, una borsina per raccogliere gli eventuali rifiuti che spesso si incontrano lungo il tragitto. Con la pubblicazione della rubrica online che avrà il nome di “Ecopillole”, ci prefiggiamo di portare conoscenza e sensibilizzazione alla popolazione riguardo utilizzo di oggetti e comportamenti virtuosi dal punto di vista ambientale. Le pillole di ecologia verranno pubblicate a scadenza regolare sulla pagina comunale “Whats Mal” e affronteranno svariati e interessanti temi. Queste solo alcune delle tante iniziative a cui la commissione sta lavorando, con l’auspicio che in tutti noi si faccia strada una nuova coscienza ecologica. 

Igor Ducoli

#apertoperferie

Il tempo dell’estate è sempre, come ogni anno, il più atteso, soprattutto dai più piccoli. Quest’anno, invece, pare che le vacanze siano iniziate a fine febbraio e si siano trasformate in una prolungata permanenza in casa. Vacanze: il tempo delle uscite, degli amici, delle gite in montagna.. tempo che da quando è iniziata la pandemia, al contrario, ha significato lockdown. Ognuno chiuso in casa propria, quarantene volontarie, obbligate, causate, tanti morti e tanta sofferenza. Chiunque ne è stato inevitabilmente segnato ma è ora il tempo di #aprireperferie! Le vacanze sono arrivate per davvero e la nostra comunità non si vuol far trovare impreparata per questo periodo. Le nostre case son state fin troppo abitate in questi mesi, è ora il tempo di farci trovare pronti e garantire, nel rispetto di tutti i protocolli operativi, un’estate viva che rimanga nella mente ma soprattutto nel cuore di ciascun bimbo, ciascun genitore, ciascun operatore e volontario, senza dimenticare nessuno. E allora è così che “Malegno comunità che educa” e le diverse agenzie educative territoriali propongono per questa estate così inedita un supporto alle famiglie a tempo pieno e settimane di pura spensieratezza per i nostri bambini. A partire dal 15 giugno, infatti, inizierà la vera e propria attività educativa, l’iniziativa che gli scorsi anni ricordiamo come “R..estate al centro” gestita dalla cooperativa Arcobaleno/Casa del Fanciullo offrirà servizio completo, dalla mattina al tardo pomeriggio, pasto compreso per chi ne avesse la necessità. Dal canto suo la parrocchia di Malegno e Cividate, che ormai da molto tempo porta avanti un cammino condiviso, organizzerà per 4 settimane, a partire dal 29 giugno, un grest del tutto nuovo, diffuso, all’interno dei vari luoghi del paese dove l’oratorio rimarrà il cuore pulsante dell’attività. La società sportiva, le associazioni e l’intera comunità saranno altrettanto indispensabili per la buona riuscita dell’iniziativa che si fonda sulla collaborazione tra realtà diverse. Per concludere, non vogliamo dimenticare i campiscuola per i quali si sta cercando di capire, in base alle attuali disposizioni, quali saranno le possibilità concrete per l’eventuale proposta. Un’estate sicuramente insolita il cui obiettivo sarà quello di far (ri)scoprire a bambini, ragazzi e adulti la bellezza dello stare insieme, del giocare in gruppo anche a un metro di distanza, del condividere passioni, emozioni e sorrisi.

Buoni spesa: la solidarietà è di casa a Malegno

Si è chiuso da pochi giorni il terzo ed ultimo bando “Buoni spesa” destinati alle famiglie che in questo periodo sono state toccate dalle conseguenze che la pandemia ha portato con sé. Nell’impossibilità di far fronte personalmente ad alcune spese di prima necessità, sono però state supportate in maniera tempestiva grazie a risorse che, già a inizio marzo, lo stato ha assegnato a ciascun comune per le esigenze alimentari. Circa 12.000 euro che sono stati integrati dalle generose donazioni dei nostri cittadini malegnesi che ringraziamo davvero di cuore per la sensibilità e la vicinanza nei confronti di coloro che si sono trovati e, in alcuni casi, tutt’ ora si trovano, in una situazione di maggior fragilità. Sono dunque stati assegnati 115 buoni per un totale di poco meno di 22mila euro che speriamo abbiano permesso alle famiglie destinatarie di poter tirare un sospiro di sollievo a fronte di questa situazione che ha disarmato chiunque. Non solo alimenti ma anche bollette, affitto e bonus bimbi: sono queste le spese in parte coperte dai contributi che il Comune di Malegno ha previsto per le famiglie più bisognose. In concomitanza all’uscita del secondo bando “Buoni spesa”, infatti, grazie alle risorse disponibili, è stato possibile sostenere i nuclei famigliari con un ulteriore bando “spese essenziali” che garantiva, a coloro che rientrassero nei requisiti previsti, un sostegno per il pagamento delle utenze domestiche di luce e gas, l’affitto e per chi avesse figli di età compresa tra gli 0 e 6 anni. Il coronavirus è destinato a lasciare una eredità economica e sociale molto pesante, i tre bandi emessi volevano raggiungere lo stesso obiettivo: rispondere tempestivamente anche con la solidarietà all’emergenza economico-sociale che ha investito il nostro Paese.

#malegnocomunitá una piccola isola di felicità

#MALEGNOCOMUNITÀ è una piattaforma nata grazie all’associazione Malegno Comunità che Educa. La mission di tale associazione è quelle di estendere il concetto di educazione a 360° e proprio in questo momento storico che stiamo vivendo, il suo contributo è stato fondamentale. La piattaforma nasce da una semplice domanda, scaturita da quelle limitazioni alla circolazione dei cittadini, alla chiusura delle scuole. Con il Covid-19 l’Italia, e non solo, si è fermata. La domanda più naturale è stata “è adesso che facciamo?”. Non si potevamo rimanere immobili, come il resto dell’Italia, dovevamo dare una risposta a quelli che sarebbero stati i nuovi bisogni nascenti dall’obbligo di rimanere nelle proprie abitazioni. Il bisogno di mantenere dei contatti sociali con l’esterno, il bisogno di andare avanti, in questa situazione di difficoltà e immobilità, il bisogno di sorridere e divertirsi e di sentirsi parte di una comunità. Dovevamo tutelare il benessere psicologico dei cittadini. Non dimentichiamo quelli che sono diventati poi i “nuovi invisibili”, i nostri bambini e ragazzi. Sembrava che nessuno si fosse ricordato di loro. Proprio loro, che hanno subito probabilmente il colpo più forte da questa pandemia. Per loro la vita si è completamente fermata, messa in pausa. Ovviamente questo lascia dei segni, soprattutto perché sono in una delle fasi più delicate della vita, lo sviluppo. E se l’uomo è un animale sociale, per svilupparsi al meglio, ha bisogno delle relazioni: con i pari e con gli adulti di riferimento (insegnanti, allenatori, ecc.). È anche per loro che abbiamo sentito il bisogno di fare qualcosa. E così piano piano abbiamo portato avanti l’idea di creare una comunità che si estendesse nell’unico posto in cui potevamo ancora vederci, ovvero online, dietro uno schermo. Non ve lo nascondiamo, non è stato facile, abbiamo dovuto innanzitutto cercare una piattaforma che ci concedesse di interagire gli uni con gli altri, di parlare e di scambiarci sorrisi. Hangout Meet è stata la piattaforma che soddisfava appieno le nostre esigenze. E poi abbiamo dovuto pensare a come organizzare le attività, per poterle rendere fruibili online. E così mentre l’Italia dormiva a Malegno c’era un’attività frenetica volta a costruire un mondo di incontri e scambi, a trovare un nuovo modello di “normalità”. Le attività che abbiamo proposto sono state le più disparate: la lettura per i bambini, il buongiorno Gesù, mindfulness, laboratori creativi, lo spazio creativo con il doposcuola delle elementari, lo spazio con le maestre dell’asilo, laboratori di pittura, gli enigmi, lo spazio di alcius in cui raccontare le cose positive di questa quarantena, laboratori di cucina, corsi di fitness, di ginnastica dolce, di zumba, di yoga palestra, corsi di make-up, di pulizia viso, gli incontri con il formatore Massimo Serra, la rubrica sui viaggi, gli incontri con gli autori, gli incontri con i malegnesi all’estero, la rubrica ambiente, la rubrica film, la rubrica del farmacista, la presentazione di video storici, le serate di giochi col doposcuola delle medie, la camminata virtuale sui sentieri della restistenza, la tombola, le merende e gli aperitivi, fino alla pizzata insieme. C’è stato un filo conduttore che ha legato tutte queste attività, ovvero il divertimento. Ad ogni accesso c’era un viso sorridente dietro la propria webcam che non vedeva l’ora di passare del tempo con gli altri. La piattaforma si è trasformata in una piazza, dove la gente si incontra, chiacchiera, fa delle attività, beve e mangia qualcosa insieme agli altri. Abbiamo dato spazio ai bambini di esprimere la loro creatività ed è stato fantastico vedere la potenza del loro ingegno, la loro estrema versatilità ad una situazione difficile per tutti. Ogni volta che ci collegavamo sapevamo che sarebbe accaduto qualcosa di bello. Una piccola isola di felicità che alleviava tutte quelle sensazioni negative che sentivamo per ciò che accadeva all’esterno. È proprio in queste situazioni che si vede la forza di una comunità, la sua capacità di reagire e di riorganizzarsi per affrontare gli eventi più difficili, e la comunità di Malegno ha saputo adattarsi benissimo a tutto questo. In un giorno accedevamo in media tra le 250 e le 300 persone, e questo ci dimostra ancora una volta quanto il bisogno di stare insieme è fondamentale per la comunità di Malegno Sono doverosi dei ringraziamenti, ai ragazzi che hanno contribuito ad imbastire tutta la macchina organizzativa, a chi si è occupata della pagina facebook pubblicando gli orari ed i link delle diverse attività. A tutti coloro che si sono resi disponibili a condurre i laboratori, le letture, le interviste. A tutti volontari che hanno dimostrato il loro grande cuore mettendo a disposizione il loro tempo per far divertire gli altri, grazie, senza di voi non saremmo riusciti a vivere felicemente questo periodo di quarantena. Ringraziamo tutti gli autori che si sono resi disponibili a presentare i loro libri, tutti i Malegnesi all’estero che si sono fatti intervistare, tutti coloro che hanno condiviso i loro viaggi, e chi ci ha fornito i video e foto storiche. Ringraziamo l’asilo e le sue maestre, la cooperativa Azzurra e tutti coloro che hanno contribuito a questo fantastico esperimento. La lista dei volontari è veramente lunga e dispiace non poterli nominare uno per uno. Qui direte “è già finita?”. Difficile dirlo, il virus ha modificato profondamente il nostro modo di vivere, e avrà un impatto anche sul futuro. La piattaforma non morirà con la fine della quarantena, anzi continuerà ad esistere. Per il prossimo futuro stiamo organizzando delle serate online, a cui sarebbe bello partecipaste. Potrebbe diventare il luogo dove racconteremo i nostri progetti, le nostre idee, dove poter rincontrare persone che vivono molto distanti da noi, dove poter fare formazione. Insomma, no, non è finita qui. Malegno Comunità che Educa è un’associazione che quando si muove lascia il segno, un segno educativo, che si pone l’obiettivo di far crescere i nostri ragazzi, i nostri bambini e, perché no, per far crescere anche noi adulti in un modo unico, ovvero giocando e divertendosi. Simone Feriti

R-Estate

Pensare a Malegno senza feste ed eventi è un po’ come immaginarsi la Gioconda senza il sorriso. Se qualcuno l’anno scorso ci avesse preventivato un’eventualità del genere, gli avremmo dato del matto, eppure uno degli effetti del distanziamento sociale è stato appunto quello di privare il nostro Paesello di tanti degli appuntamenti più attesi. Ad oggi nell’ordine sono già saltati i festeggiamenti per il 50° dell’A.V.I.S., il Festival Abbracciamondo, la Festa della Baita della Società, organizzata come ogni anno dal G.E.M., la Festa Popolare e la Festa dell’Oratorio; non vedremo protagonista Malegno nei giochi del Palio dei Borghi Armati di Borno. Mentre per altri eventi programmati più avanti, come ad esempio Pedena Rock, potrebbe essere solo questione di tempo. Non sarà un’estate come le altre senza pà e strinù e formaggio fuso, senza stand e palchi, senza concerti e spettacoli, ma d’altronde la salute e la sicurezza vengono prima di tutto, quindi ognuno dovrà adeguarsi alle restrizioni previste, che aggiunte alle già stringenti normative che regolamentano le sagre e le manifestazioni, impediranno lo svolgimento delle stesse pressoché ovunque. Ma siamo positivi e guardiamo al futuro. Prendete carta e penna! Gli appuntamenti di fine estate-autunno per ora rimangono. Domenica 20 Settembre speriamo di poter festeggiare l’Asilo insieme a tutti i nostri bambini. Di seguito, Domenica 29 Settembre ci sarà modo di far festa anche con tutti i Nonni e Domenica 4 Ottobre festeggeremo i nostri Alpini. Le iniziative autunnali si concluderanno nel cuore del Centro Storico con l’ormai tradizionale “DeGustibus” segnata in calendario per Domenica 18 Ottobre. Ma… cosa fare allora per poter riempire quest’estate “diversa”? Non penserete che staremo qui a guardarla passare senza far niente, con le mani in mano? Prima di tutto ricordiamoci che ad ora sono ancora vietati gli assembramenti quindi andranno prese tutte le precauzioni del caso! Detto questo, dal punto di vista culinario mancheranno i classici cibi da sagra, ma nel frattempo hanno riaperto i nostri Ristoranti e quindi potremo approfittare degli esercenti “nostrani” per farci sapientemente preparare qualche pranzo o cenetta. Se invece volessimo godere delle belle giornate e prepararci una grigliata all’aria aperta, Malegno offre delle bellissime aree attrezzate come quella di Pedena o in Loc. Isola, alle “Alete” o in “Cuolè”.

Insomma, r-Estate a Malegno!

Malegno-Borno testa al 2021, ma cuore al presente

Nessuno di noi si sarebbe immaginato di dover pensare a questa cosa; molti, tanti, hanno sperato fino all’ultimo di poter sentire anche solo il rombo di un motore o vedere la carrozzeria fiammante, sotto il sole di luglio, di qualche auto da corsa. Invece, purtroppo, questo virus si porta via anche una manifestazione così vissuta e storica come la Malegno Borno. Sarebbe stato un anno importante, soprattutto per dare continuità nella speranza di vedere questa gara concorrere e ottenere la validità che gli spetta e un posto di diritto tra le gare importanti in salita. Testa al 2021 dunque, ma cuore al presente: avevamo raccolto, grazie al lavoro certosino di Pietro, le voci di coloro che, per dirla come qualcuno: “Fin dall’infanzia sono cresciuti nella Malegno – Borno e hanno coronato il loro sogno di viverla da protagonisti. Spesso è impensabile, ma oltre ad avere dei bei piedini pesanti durante la gara, i piloti dimostrano anche di avere delle abili mani da scrittori“. Di seguito, dunque, trovate qualche testimonianza e racconto attraverso le parole di chi la gara l’ha corsa e non vede l’ora dell’estate 2021. Un grazie in anticipo alla disponibilità dei piloti e dell’artista Roberto Salvetti, che ormai da anni con i suoi disegni racconta questa stupenda gara. Entrambi ci danno la possibilità, in queste poche righe ed immagini, di provare a capire le loro emozioni durante la tre giorni della manifestazione. 


Il prossimo anno la malegno-ossimo-Borno tornerà a far parte del massimo campionato nazionale delle cronoscalate, il CIVM, posto che le compete di diritto per storia, per bellezza del percorso e per la bellezza della nostra zona. Questa notizia mi riempie il cuore di gioia .È inevitabile tornare indietro con la memoria a quando da bambino seduto sopra un muretto con i miei genitori vedevo sfrecciare tanti campioni verso il traguardo di Borno e non facevo altro che sperare di riuscire un bel giorno a realizzare il mio sogno: essere al via della Malegno-Ossimo-Borno. Questo sogno, non con pochi sacrifici, si è realizzato 8 volte e di ogni singola volta ho tanti ricordi indelebili. La sensazione che si prova è indescrivibile: essere al via alla gara del “tuo paese” e vedere i tuoi amici e compaesani fare il tifo per te mentre affronti il tracciato è un emozione unica, per non parlare poi di quando si ritorna a malegno incolonnati...una sensazione che si prova solo quando si realizza il sogno che ti porti dentro da quando sei bambino.... L‘augurio è di poterla vedere tornare al più presto nel calendario del campionato europeo della montagna.... 

(Diego Taboni)


Correre la Malegno Borno per uno della zona è una cosa fantastica; si provano tantissime emozioni e tanta adrenalina, accompagnate da un tifo clamoroso su tutto il percorso. L’anno prossimo fortunatamente farà parte del CIVM: la validità giusta che si merita questa gara e noi concorreti siamo fieri di poter partecipare ad una gara di campionato, perché penso che sia la migliore cronoscalata che ci sia. 

(Enzo Bergomi) 


Beh che dire… per una persona come me che a 18 anni aveva nelle vene solo la passione per i motori, é stato un‘emozione anormale. Auguro a tutti di provare a fare la Malegno Borno almeno una volta nella vita… Io percorro quel percorso almeno 4 volte al giorno per lavoro, ma in gara è tutto diverso: è un‘avventura completa che lascia il segno. Ovviamente si inizia molto prima della tre giorni con i preparativi: a febbraio raccoglievo gli sponsor e rinnovavo la licenza C nazionale, poi sceglievo la scuderia e a maggio provavo la macchina in pista. Una volta aperte le iscrizioni, mi fiondavo subito: da lì, aspettavo solo la cronoguida al bar per vedere il mio nome scritto e iniziare il conto alla rovescia. E poi… la scuderia che porta l’auto sul carrello, la scarica e subito si prova ad accenderla per poter andare a Borno alle verifiche: già a guidare a strada aperta mi sembrava diverso. La notte prima delle prove e della gara è un mix di sogni tra vittorie e guasti all’auto e, a dirla tutta, il sonno dura ben poco: alle 6 giravo già con l’ansia per casa. Arrivato il momento, mi preparo vestendomi di tutto punto: la tuta ha sempre lo stesso profumo, il profumo di gara, lo chiamo io… Eccomi in colonna; a 10 secondi dal via non sono mai consapevole dell’adrenalina che ho in corpo, ma quando mancano pochi secondi e hai il piede a tutto gas pronto per partire, beh… frizione puntata al punto quasi da muoversi e via: prima, seconda, terza con tanto di scoppio ogni cambiata, fino alla curva del vento. La mente è libera, piano piano scarico l’ansia e mi diverto: in poco tempo, senza accorgermene sono a Borno. Vederla e farla sono due cose completamente diverse: a vederla sembra sempre che si corre piano, a guidare ti sembra di volare. Un’esperienza da provare almeno una volta nella vita, magari da giovani, quando non si ha paura di niente…. 

(Zani Pier Antonio) 


Partecipare alla Malegno Borno era il mio sogno nel cassetto fin da piccola che ho realizzato, anche se ogni anno dà sempre nuove emozioni. Se penso alla gara, mi vengono in mente tre cose: - l’adrenalina che solo il pilota percepisce con la sua fedele macchina in una lotta prova dopo prova per migliore il proprio tempo divertendosi. - Il tifo degli amici ed appassionati che credono nella nostra gara di casa anche per riportarla dove merita. - Il rombo dei motori che invade il nostro paese in quei tre giorni creando un atmosfera unica e piena di passione. 

(Francesca Furloni)

Una storia e il suo prender forma

Sto per raccontarvi una storia che forse non tutti sapete. Prima di tutto, da buon narratore, indicazioni di luogo e tempo. Siamo nel 2016, nell’ormai ex-convento che ha visto le nostre suore canossiane animare per tantissimi anni attività educative per i più piccoli. Precisamente nel salone al piano terra. E ora i personaggi. Ci sono, in ordine sparso: un regista, un sindaco, un preside di scuola superiore, un assessore regionale, un formatore, una maestra, un educatore, un prete, una mamma, una professoressa universitaria, una coordinatrice. Probabilmente dimentico qualcuno, quasi sicuramente alcuni di essi hanno pure un doppio o triplo ruolo nella vita. Provate con la mente a immaginarveli lì, seduti a cerchio, in quello stanzone e poi in perlustrazione nella struttura. Mondi diversi che si incontrano, in quegli ambienti, per la prima volta. Mondi diversi sia per provenienza che per formazione: un occhio concreto esterno che, senza coinvolgimenti, esprime idee, proposte, suggerimenti. Mondi diversi ma un unico obiettivo: capire cosa fare di quel fantastico luogo; come sfruttarlo, come disporre gli ambienti, chiudere o aprire porte muri e tetti, cosa lasciare e cosa modificare. Scale. Quel giorno non si contano gli scalini, ma sono tanti. E più si sale, più si deve scendere di nuovo. Muovere il corpo aiuta a muovere la mente. E più si sale, più le idee si fanno limpide. Qualcuno, dalle retrovie, fermatosi a sistemarsi una scarpa, all’ennesimo scalino esclama: “Beh, bambini... Io non vedo altra collocazione per questo immobile!”. Sarà il fiatone, sarà la condivisione, ma anche il resto del gruppo è d’accordo. L’ex convento deve essere luogo di educazione per i più piccoli ed è lì davanti agli occhi da vedere. Sembra facile come decisione ma credetemi, non lo è. Quando si ha la possibilità di mettere il corpo fisico nel dedalo dei corridoio di quella struttura, le idee che possono nascere sono davvero tante. Ora il gruppo è sul terrazzo che guarda al giardino e al paese. Si respira. Il grosso è fatto, pensano tutti e poi, diciamolo... forse un po’ si era aiutati anche dalla storia di quel luogo, nella decisione. Ma poco importa, l’importante è avere davanti agli occhi il primo obiettivo: educazione per bambini. La boccata d’aria dura poco, si risale, questa volta nel sottotetto a vedere il soffitto a volta nascosto agli occhi di tanti e poi di nuovo giù, passando dalla cucina che ancora profuma di polpette, nelle stanze dei più piccoli in asilo. Mi seguite? Le vedete le mattonelle colorate sotto i piedi mentre camminiamo? I muri, le colonne, le sedie a misura di bambino? Le aule con i disegni che penzolano? E gli armadietti con i simboli colorati? Qualcuno, mentre si parla, cerca ancora il suo, lo trova, intatto e come se lo ricordava. Cosa lasciare e cosa modificare? Ah, e sì che il gruppo pensava di aver finito. E’ tempo delle domande difficili e di tornare a sedersi. Mentre si cerca il bandolo della matassa, si gioca. E più si gioca, più si ride e ci si prende alla leggera... Ecco. Leggero. Deve essere un luogo leggero. Un posto dove si possa fare di tutto, che lasci spazio all’immaginazione e al gioco, appunto. No grandi muri, sì spazi che possano esser utilizzati in più modi. E poi commistioni: libri per studiare, stanze per dormire, prestiti e doni, cibo, scuola e divertimento. Il centro di comunità è lì da vedere. Da quell’incontro, così primordiale, si iniziò a progettare e a riportare il racconto ad altre persone del paese. Raccontare per vivere e riscrivere. In mezzo, un percorso di formazione di un anno che ha coinvolto le varie realtà educative di Malegno e la nascita dell’associazione Malegno Comunità che Educa. Oggi siamo contenti di poter dire che la prima parte della storia sta prendendo forma. Ad aprile abbiamo vinto il Bando Cariplo che ci permetterà la ristrutturazione del convento già a partire dal 2020. Si andrà ad intervenire, sovrintendenza permettendo, sulle stanze della “parte vecchia”. Prenderà vita il nuovo spazio della biblioteca con aule studio, prestiti interbibliotecari e un museo interattivo. Al piano terra lo spazio sarà interamente dedicato ai servizi educativi pomeridiani per i bambini delle elementari; nel sottotetto spazio ad altri luoghi polifunzionali. Insomma... una storia e il suo prender forma. 

 Dario Pezzoni

Fotonotizie

  • Strada provinciale 5 Malegno Borno. Iniziano a settembre i lavori per l’allargamento della Malegno-Borno. Quattro punti di intervento: prima e dopo la “curva del vento” in località Pè, prima della Santella di Pissoda, in Bartì prima del tornante che precede il bivio di Lozio. Lavori da finire entro l’8 dicembre. 
  • Efficientamento energetico. Finiamo i lavori di efficientamento energetico delle scuole medie, con sostituzione dei convettori, delle luci e della centrale termica, oltre che della centrale termica palestra. Utilizziamo un finanziamento statale di 50.000 Euro. 
  • Messa in sicurezza territorio. Sono stati fatti tre interventi in questi mesi per mettere in sicurezza le abitazioni del paese dal rischio crolli. Grazie a tre contributi per un valore di circa 420.000 (di cui solo 10.000 a carico del Comune) abbiamo sistemato la frana in loc. Dera, e messo le reti paramassi, con programma di controllo da remoto, sopra Via Redolo/Dera ed in località Castello, a tutela della case di Via Pradelli. 
  • Piano assestamento forestale. Si tratta di un intervento che non si vede, ma che è molto importante. Di fatto, è il P.g.t. dei nostri boschi. Tutti i contributi Regionali per la gestione e la sistemazione del bosco vengono dati solo se c’è questo documento. Abbiamo trovato un contributo della Comunità Montana per 12.000 € e dovremmo finirlo entro la primavera 2021. 
  • Parcheggi Via Cortili. Il tema del parcheggio in Centro storico è un tema complesso. Iniziamo con la realizzazione di 4 posti auto in via Cortili, che saranno pronti nei prossimi mesi.  
  • Sistemazione via Isola. Stiamo lavorando con Regione per ottenere un finanziamento che consenta di mettere in sicurezza l’argine in loc. Isola e, contestualmente, sistemare l’accesso al ponte ciclopedonale. In attesa di questo intervento abbiamo sistemato il parcheggio in accesso al fiume per 7/8 posti auto, per permettere a chi utilizza la Ciclovia dell’Oglio di lasciare l’auto.  
  • Acquedotto. Si interverrà durante i prossimi mesi con un primo lotto del progetto di riammodernamento del nostro acquedotto, che in alcuni tratti comincia a essere ammalorato.

Come ricostruiamo? Quali suggestioni diamo al Governo?

  • Una nuova idea di federalismo, lontano dalle sirene che negli ultimi anni hanno avvelenato un tema caro agli italiani sin dall’800. Durante questi mesi di emergenza, come Sindaci abbiamo dovuto interpretare in continuazione norme provenienti da Stato e Regione (che hanno passato molto tempo a litigare tra loro spiacevolmente). DA soli. Per molti cittadini siamo stati l’unica presenza dello Stato vicino a loro. Dobbiamo ripartire da qua, togliere alcune rappresentanze territoriali ormai superate, ridare ruolo ai Comuni e, nel caso delle aree interne, a Comunità Montane. 
  • Superare la burocrazia. Abbiamo dimostrato che si lavora bene anche con meno vincoli burocratici inutili. Tenere ciò che serve per lavorare in maniera trasparente, e togliere il resto. 
  • Creiamo un’alleanza delle montagne italiane, ed in generale, delle aree interne. Durante queste settimane mi sono sentito molte volte, per capire come agire, con Biccari, Latronico… paesi lontanissimi dal nostro Profondo Nord, ma che vivono situazioni simili. Usciamo dall’idea manzoniana di Renzo con parte con i capponi dalla montagna per farsi dire cosa deve fare dagli esperti della città. Autodefiniamo il sistema di Governo più adatto per terre alte e aree interne e costruiamo un processo di dialogo con lo Stato. 
  • Le priorità. Per noi diventano anche quelle che consentiranno alla gente di restare a vivere qua, alla periferia dell’impero. Durante queste giornate abbiamo creato collegamenti con i malegnesi sparsi per il mondo, ascoltando le loro storie. Accanto al diritto di ciascuno di poter migrare per raggiungere la propria felicità, c’è spesso il racconto di non essere riusciti ad avere gli strumenti nel paese per realizzarsi. Dobbiamo cercare di colmare questo gap, puntando su infrastruttura digitale, ambiente, sociale e, soprattutto educazione&bambini

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Ultimo aggiornamento
23 November 2023